Fra tradizioni e turismo

A Piana degli Albanesi si celebra l’Epifania arbëreshe

Nel paese del Palermitano e negli altri comuni di radice albanese, il 6 gennaio si celebra la Teofania che ricorda la discesa dello Spirito Santo il giorno del battesimo di Cristo. A Piana ultimi giorni - sabato 5 e domenica 6 gennaio, per il presepe vivente in abiti tradizionali

La festa della Teofania, l’Epifania celebrata a Piana degli Albanesi e negli altri comuni siciliani di radice albanese o arbëreshe nella lingua tradizionale ha la sua importanza ed il suo fascino. Si rievoca lla discesa dello Spirito Santo nel Giordano il giorno del battesimo di Cristo

Fontana dei Tre Cannoli di Piana degli Albanesi

La fontana dei Tre Cannoli di Piana degli Albanesi

Non c’è dubbio che la festività principale dell’anno resta la Pasqua celebrata col rito bizantino, ma anche la festa della Teofania, l’Epifania celebrata a Piana degli Albanesi e negli altri comuni siciliani di radice albanese o arbëreshe nella lingua tradizionale (Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano e Santa Cristina Gela, tutti nel Palermitano) ha la sua importanza ed il suo fascino. A Piana degli Albanesi, sede dell’Eparchia (il vescovado greco-ortodosso), come ogni anno la funzione è celebrata presso la fontana dei Tre Cannoli, dove l’Eparca ed i suoi ministri di culto, dopo aver celebrato nella cattedrale di San Demetrio Megalomartire la liturgia eucaristica, rievocano cantando il Në Jordan la discesa dello Spirito Santo nel Giordano il giorno del battesimo di Cristo, nel rito della benedizione delle acque. L’Eparca Giorgio Demetrio Gallaro immerge nell'acqua della fontana per tre volte la croce, reggendo con l'altra mano il candelabro a tre ceri e un rametto di ruta. Alla fine del rito sacro, viene fatta scendere dalla terrazza della Chiesa della Madonna Odigitria, una colomba bianca sulla fontana ad immagine del racconto evangelico che narra della discesa dello Spirito Santo su Gesù mentre usciva dal Giordano. È questa una delle feste più sentite, in quanto nella tradizione della Chiesa Greca in questo giorno, oltre alla consueta Divina Liturgia (Messa) è prevista anche la grande Benedizione delle acque. 

Nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 gennaio, poi, si può visitare il Presepe vivente che si snoda tra le suggestive vie del centro storico dalle 17 alle 21. Tra case e botteghe, antiche arti e antichi mestieri si mescolano con la forte identità degli arbëreshë di Sicilia per donare forti emozioni storiche, culturali ed eno-gastronomiche in grado di esaltare la tradizione.

Presepe vivente arbereshe di Piana degli Albanesi

Una delle scene del Presepe vivente arbëreshe di Piana

La fondazione di Piana degli Albanesi (Hora e Arbëreshëvet nella lingua tradizionale) risale alla fine del XV secolo quando, in seguito alla invasione della penisola balcanica da parte dei turchi-ottomani, numerosi gruppi di profughi albanesi cercarono rifugio nelle vicine coste dell’Italia meridionale (Calabria, Sicilia, Campania, Molise, Puglia e Basilicata). Visitando Piana degli Albanesi si nota la sua pianta irregolare, attraversata dall’asse rettilineo di corso Giorgio Kastriota, sulla quale si arriva entrando nel paese. La chiesa più antica chiesa del paese, quella di San Giorgio, trasformata nel 1759, vanta statue e dipinti conservati al suo interno. La chiesa di San Demetrio, chiesa Madre di rito greco, iniziata nel 1590, vanta, invece, affreschi di Pietro Novelli. Al Museo antropologico sono esposti costumi albanesi e oggetti tradizionali, situato al n. 213 di corso Kastriota. A sud dell’abitato, a circa 600 metri sul mare, troviamo il lago di Piana degli Albanesi, il più vecchio invaso artificiale della Sicilia, costruito nel 1923, utilizzato per la produzione di elettricità, per uso potabile e irriguo di Palermo e la Conca d’Oro.

Panorama di Piana degli Albanesi

Panorama di Piana degli Albanesi e del suo lago

Appartiene al territorio di Piana degli Albanesi anche Portella della Ginestra, che molti ricordano solo per essere stata teatro il 1º maggio 1947 della prima strage dell'Italia repubblicana con l'eccidio di lavoratori delle campagne ad opera della banda criminale di Salvatore Giuliano. Tra i territori di Piana e di Altofonte c’è la riserva naturale orientale “Serre di pizzuta”. Il Monte Pizzuta è la cima più alta dei monti di Piana ed ospita due grotte di importanza speleologica: lo Zubbione profondo circa 1000 metri e la Grotta del Garrone, un grande antro nei pressi della Portella del Garrone (metri 1144). Il paesaggio della riserva naturale è dominata da ambienti rupestri e da ampi territori di prateria mediterranea.

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