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"Dry", il dark pop di da Black Jezus

In radio dal 19 gennaio il primo singolo estratto dall'album “They can’t cage the light” uscito lo scorso novembre

Il duo originario di Troina, nell'Ennese, formato da Luca Impellizzeri (testi, voce e chitarre) e Ivano Amata (chitarre, synth, xilofono e drum machine) annuncia le prime date del tour a partire da quella del 2 febbraio all'Industrial di Leonforte. “Dry”, prodotto da John Lui (Aretuska), è un crepuscolo di electro-pop: «La sonorità dark pop del brano, a tratti, sembra muoversi in una sorta di stato larvale» prosegue Luca Impellizzeri

Dal 19 gennaio sarà in radio “Dry”, primo singolo estratto “They can’t cage the light” dei da Black Jezus, album uscito il 13 novembre su etichetta Weapons of love e distribuzione Family Affair. Il duo originario di Troina, nell'Ennese, formato da Luca Impellizzeri (testi, voce e chitarre) e Ivano Amata (chitarre, synth, xilofono e drum machine) annuncia le prime date del tour (in aggiornamento): 2 febbraio all'Industrial di Leonforte (Enna); 22 febbraio al Corvo Torvo di Bitonto (Bari); 23 febbraio all'Alibi di Foggia; 24 febbraio al Re:hub di Baronissi (Salerno); 16 marzo al Barrio's di Milanoe 26 aprile al Teatro dell'Acquario di Cosenza. 

da Black Jezus

da Black Jezus

“Dry”, prodotto da John Lui (Aretuska), è un crepuscolo di electro-pop: “quando qualcosa ci prosciuga si va a caccia di vane risposte che sono soldati di vetro” è la frase con cui fotografano questo primo singolo estratto. «La sonorità dark pop del brano, a tratti, sembra muoversi in una sorta di stato larvale – prosegue Luca Impellizzeri -. Ciò esprime una ineludibile necessità di ricerca, il tendere la mano verso il lato oscuro e ignoto che ognuno di noi possiede, e il videoclip di Alessandro Castagna traduce perfettamente in immagine questa attitudine concettuale del brano». 

Il brano è stato anticipato dal videoclip diretto da Alessandro Castagna, prodotto da Lucilla Caniglia e con la partecipazione di Mouhamadou Mkabir Awe.

L’album, composto da nove tracce in cui il duo nato nel dicembre 2012 a Troina riversa suoni di campionatore, di blues e folk redatti con una punteggiatura elettronica in minuscolo che amplifica la voce, particolarissima e intensa, è stato accolto in modo molto positivo dalla stampa specializzata. Ecco alcuni estratti: "Esperimento coraggioso, ancora di più visto il luogo di nascita" (Corriere della Sera); “Il primo album asciutto e compatto che non fa che confermare l’ottima impressione dell’esordio" (Il Manifesto); “Siamo di fronte a uno dei progetti meno scontati e più coraggiosi della nostra scena musicale odierna” (Avvenire); "Le pendici dell'Etna non sono mai state così vicine alle rive del Mississippi" (Il Mucchio Selvaggio); "They Can't Cage the Light (...) ha una forza interiore mostruosa e rivela una band di enorme spessore" (Blow Up Magazine); "Perché è questa (...) l'intenzione di Luca Impellizzeri e Ivano Amata: non mettere barriere all'ispirazione e non lasciare che le loro canzoni vengano rinchiuse dentro le sbarre di semplicistiche catalogazioni" (Rockit); "E' fuori dalle mode ma anche così alla portata di un pubblico ampio (...) Questo è un album che deve andare oltre i soliti circuiti indipendenti, perché se lo può permettere" (Distopic); "Un disco che si candida ad essere uno dei migliori nella scena musicale indipendente italiana attuale" (The Italian Soul); "I da Black Jezus compiono una specie di miracolo attraverso nove canzoni che profumano di internazionalità e bellezza, (...) qualcosa di difficilmente replicabile" (Indiepercui); "Il progetto da Black Jezus è potente, ricco di personalità, (...) è la luce che dopo il buio sai che deve arrivare" (Relics Controsuoni).

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