Il singolo

"The Beast of Love", ghost-tour nella Palermo dark di Herself

Il brano anticipa il nuovo album "Rigel Playground" in uscita per Urtovox Records il 19 ottobre del polistrumentista palermitano Gioele Valenti, in arte Herself. Guest del brano Jonathan Donahue dei Mercury Rev

Il musicista palermitano è reduce dal tour che lo ha visto aprire i concerti italiani dei Mercury Rev, una tra le band più importanti e seminali nel panorama indie rock americano degli Anni 90. Nel suo nuovo video, legato al brano “The Beast of Love” presenta la sua città sotto una luce diversa dai soliti clichet di città da cartolina

Appena rientrato nella sua Palermo dal glorioso tour che lo ha visto aprire i concerti italiani dei Mercury Rev, una tra le band più importanti e seminali nel panorama indie rock americano degli Anni 90, Herself, una delle creature del polistrumentista palermitano Gioele Valenti, nel suo nuovo video, legato al brano “The Beast of Love” che anticipa l’album “Rigel Playground” in uscita per Urtovox rec il prossimo 19 ottobre, presenta la sua città sotto una luce diversa dai soliti clichet di città da cartolina. L'artista: «Per una Palermo oscura, dai tratti gotici, si aggira l’occhio placido di una telecamera. Il metaforico nevischio che avvolge il nuovo video vuole restituire un’inconsueta visione di una Palermo dark, quasi un ghost-tour tra cattedrali, vicoli, scorci di natura, iconografie di santi e martiri che dilagano come un sogno a occhi aperti, un’immagine della città molto diversa dal nitore solare politicamente corretto che tutti conosciamo». Guest del brano è Jonathan Donahue, vocalist dei Mercury Rev.

Gioele Valenti Herself

Gioele Valenti in arte Herself

Valenti è molto attivo da alcuni anni nella scena neopsichedelica nordeuropea in diverse formazioni (JuJu, Josefin Ohrn, Lay Llamas). Il lavoro come Herself viene salutato dalla critica, sin dagli esordi in casa Jestrai (prima label dei Verdena), come un armonico meeting tra Sparklehorse, Gravenhurst e Will Oldham. Con un pugno didischi alle spalle, il songwriting di Gioele Valenti sa di folk apocalittico a bassa fedeltà, derive crooner e pop adamantino, e sebbene affondi le sue radici nella tradizione della forma canzone, la sua musica osa spesso nel territorio di una sperimentazione sottile ed equilibrata. Il nuovo album "Rigel Playground" predispone l’ascoltatore per un viaggio di folk cosmico, in cui gli inglesismi della tradizione si sposano con una vena alternative, come se Beatles e Sparklehorse incontrassero i tormenti  di Nick Drake e l’intimismo di un Mike Scott.

Avvezzo da sempre alle collaborazioni (neglianni, Amaury Cambuzat degli Ulan Bator, John Fallon dei The Steppes, Capra Informis dei GOAT ecc…), ospite illustre in questo disco c’è Jonathan Donahue, singer degli americani Mercury Rev, band di assoluto rilievo nell’indie internazionale, che oltre ad aver prestato la voce sul singolo "The Beastof Love", ha – a detta dello stesso Herself – informato l’essenza dell’intero disco. Non a caso, i Mercury Rev hanno scelto Herself per accompagnarli durante il loro tour italiano che ha avuto luogo in settembre.

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